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mercoledì 4 febbraio 2009

Rassegna stampa ProGlo: Gennaio 2009 (II)

I post con l'etichetta "rassegna stampa" segnalano periodicamente recensioni e articoli riguardanti i libri ProGlo Edizioni. Tutti i libri ProGlo segnalati sono disponibili presso le migliori fumetterie e librerie, e sono acquistabili online all'indirizzo http://www.progloedizioni.com.

Seconda infornata di segnalazioni per questo 2009 iniziato con ottime recensioni!

Avete presente Duellanti, valente rivista di critica cinematografica? Sul numero di gennaio 2009 dedica ben due pagine a Quattro Dita, esaltandone i punti di contatto tra il medium fumetto e il cinema di animazione. Una lucida disamina di Luca Barbabé.

Avete presente Comicus, uno dei più importanti siti di informazione sul fumetto in Italia? Ha dedicato una mini-recensione a milk and mint, della nostra giovanissima Giulia Sagramola (che domenica scorsa ha compiuto gli anni: auguri!). Parole incoraggianti per l'opera prima di un'autrice che farà molto parlare di se in futuro.



sabato 17 gennaio 2009

Arrivano i Comicus Prize 2009


Comicus.it è da molti anni uno dei principali punti di riferimento dell'informazione sul fumetto in Italia. Ogni inizio anno, la redazione di Comicus indice il celebre Comicus Prize, un sondaggio tra gli utenti del sito e della community annessa volto a identificare le migliori pubblicazioni a fumetti dei dodici mesi precedenti.

Nel 2008 Prospettiva Globale è stata premiata con il prestigioso "Premio della Redazione", una sorta di riconoscimento della critica all'attività editoriale svolta durante il nostro primo anno di vita.

Quest'anno, ben quattro pubblicazioni ProGlo possono partecipare al premio: si tratta di Quattro Dita (nella categoria miglior altro fumetto anglosassone), Fennec (miglior altro fumetto straniero), milk and mint (miglior altro fumetto italiano e miglior e-comic italiano) e A come Ignoranza volume secondo (miglior altro fumetto italiano).

Inoltre, i nostri autori possono essere votati nelle rispettive categorie geografiche: Daw e Giulia Sagramola come scrittori, disegnatori e autori unici italiani, Lewis Trondheim come miglior altro scrittore straniero, Yoann come miglior altro disegnatore straniero e Rich Koslowski in tutte e tre le categorie dedicate agli autori stranieri.

Infine, se proprio ci volete bene, potete votare Prospettiva Globale come miglior casa editrice dell'anno!

Le candidature, la cui selezione è a completa discrezione del pubblico, vanno segnalate entro il 21 gennaio sul forum di Comicus.

Cosa state aspettando? Votate numerosi Prospettiva Globale!

giovedì 16 ottobre 2008

Rassegna Stampa ProGlo: Quattro Dita

I post con l'etichetta "rassegna stampa" segnalano periodicamente recensioni e articoli riguardanti i libri ProGlo Edizioni. Tutti i libri ProGlo segnalati sono disponibili presso le migliori fumetterie e librerie, e sono acquistabili online all'indirizzo http://www.progloedizioni.com.


Continuano a fioccare recensioni di Quattro Dita, l'ultimo libro ProGlo Edizioni in ordine di tempo (e in attesa delle uscite lucchesi!).

Presentiamo, quindi, una recensione a firma di Nicola Peruzzi (già valente redattore di De:Code) apparsa sul numero 164 di Fumo di China.

A seguire, il punto di vista su Quattro Dita di Marcello Durante, da Comicsblog.

giovedì 9 ottobre 2008

Quattro Dita: intervista a Rich Koslowski

Siamo lieti di presentare al pubblico di Prospettiva Globale la prima (e finora unica) intervista italiana a Rich Koslowski, acclamato autore del romanzo a fumetti Quattro Dita, accolto in Italia da un ottimo successo di pubblico e critica.


Ciao Rich, benvenuto sul blog di ProGlo. Che ne dici di presentarti al pubblico italiano?

Rich:
Certo! Mi chiamo Rich Koslowski e sono nato e cresciuto a Milwakee, Wisconsin (dove vivo tuttora). La mia città ha detenuto per decadi il titolo di capitale mondiale della birra, e nel corso degli anni ho fatto la mia parte affinché mantenesse tale titolo. Ho 40 anni e sono sposato da 18 con mia moglie Sandy, insieme abbiamo una figlia di 6 anni che si chiama Stella (anche lei scrittrice e artista in erba).
Ho iniziato la mia carriera alle superiori, quando al quarto anno capii di essere abbastanza bravo a disegnare l'Uomo Ragno. Realizzai velocemente che non solo mi piaceva leggere fumetti, ma anche disegnare questi fantastici personaggi. Presto i miei quaderni, che avrebbero dovuto essere pieni di roba come matematica, scienza e storia, si riempirono invece di scarabocchi di Spidey, Batman e di molte belle ragazze vestite in abiti discinti - questi ultimi disegni mi fecero guadagnare molte ore nell'ufficio del Preside. In ogni caso, il mio destino era segnato. Sapevo cosa avrei fatto nella vita!
Finite le superiori ottenni un diploma in Commercial Art. Subito dopo ottenni un paio di umili "lavori artistici" che facevano veramente schifo, ma durante uno di questi, nel 1988, incontrai mia moglie.
Poi, finalmente, trovai lavoro presso una compagnia di animazione del posto chiamata Animagination, dove si producevano pubblicità e brevi video su misure di sicurezza. Lì facevo l'intercalatore, il colorista e anche l'uomo delle pulizie. Fu lì che inizio a formarsi un'idea... su una storia chiamata Quattro Dita! Ma ci arriveremo più tardi...

Alla Animagination iniziammo a a creare storyboard per alcuni cartoni animati, tra cui la serie Sonic the Hedgehog, all'epoca molto popolare. E questo ci portò, alla fine, a lavorare per la serie a fumetti di Sonic, che veniva pubblicata dalla Archie Comics. Sì! Finalmente! Il sogno della mia vita -lavorare nel mondo dei fumetti- si stava avverando. Da allora lavoro per la Archie come artista free-lance. Il lavoro alla Archie mi servì anche come trampolino di lancio per la mia serie autoprodotta, The 3 Geeks, che si guadagnò presto un buon successo di pubblico e critica. The 3 Geeks raggiunse il suo apice nel 1999, quando fu nominato in tre categorie agli Eisner Awards, e contemporaneamente passò sotto l'egida della Image Comics. The 3 Geeks stava andando molto bene, ma c'era un problema... qualcosa stava solleticando ripetutamente miei i pensieri... Quattro Dita! Un'idea brillante (o almeno così pensavo) per un romanzo a fumetti.

Il problema era il tempo. Non ne avevo abbastanza. Per fare Quattro Dita avrei dovuto mollare The 3 Geeks. Pensai di presentare il soggetto a qualche casa editrice, dalla quale avrei probabilmente avuto un rifiuto, e poi, eventualmente, autopubblicarmelo. Ero molto determinato a vedere la mia storia stampata su carta. Sapevo che era buona.
La mia prima scelta fu la Top Shelf. Ero un grande fan dei libri che pubblicavano. Dopo il loro rifiuto, avrei presentato la mia proposta a qualche altra casa. Ma il giorno dopo averla mandata alla Top Shelf, Chris Staros (il proprietario) mi chiamò dicendomi "Vogliamo pubblicarlo! E' un'idea fantastica!". E due giorni dopo arrivò il contratto.
"Wow!" pensai. "E' stato facile".
Così, avevo tra le mani il contratto per Quattro Dita, ma dovevo ancora decidere se smettere di pubblicare The 3 Geeks. Era una decisione molto difficile da prendere, ma la presi. Quattro Dita uscì nel 2002, raccogliendo recensioni entusiastiche e ottime vendite, e vincendo anche l'Ignatz Award come miglior graphic novel, a fine anno.
Nel 2005 ho pubblicato con Top Shelf il mio secondo libro (The King), e nel 2009 uscirà per loro il mio terzo libro: BB Wolf & The Three L.P.s (da una sceneggiatura di J.D. Arnold). Quattro Dita, oltre alla vostra edizione italiana, è stato tradotto anche in portoghese.
Ho anche lavorato per la Marvel Comics, e su personaggi come I Simpsons, I Griffin e Hellboy.

Wow! Di certo non sei un tipo di poche parole. Dicci di più (se è possibile) su Quattro Dita. Come mai un fumetto che parla di personaggi dei cartoni animati? Quali sono state le tue fonti di ispirazione?

R: Quattro Dita nacque come idea nel periodo in cui tenevo delle conferenze sul disegno, l'animazione e i libri ai bambini delle scuole elementari. Mi facevano sempre la stessa domanda: "Perché disegni sempre personaggi che hanno solo quattro dita?" E io rispondevo con il vero motivo: era più facile, per gli animatori, animare mani con un dito in meno. Ma... una malsana idea stava iniziando a farsi strada... Nella mia mente cercavo di immaginare il "vero motivo" dietro a quel perché. Pensai che sarebbe stato meraviglioso trattare quei personaggi come degli attori oppressi che cercavano di sbarcare il lunario in una Hollywood anni '30 colma di pregiudizi, in maniera parallela a quello che passarono gli attori afro-americani. Non riuscivano a ottenere nessun ruolo, quando riuscivano erano sottopagati e alla fine cadevano nella disperazione.
Solo un cartone ce l'aveva fatta: Rickey Rat... l'unico. Ed era nato con un difetto congenito: aveva soltanto quattro dita. E i cartoni erano gente molto superstiziosa, giusto? Non voglio spingermi oltre, per coloro i quali non l'avessero ancora letto.
In quel periodo, poi, uscì il documentario sul Baseball di Ken Burns, che mi esaltò! Presto, il mio piccolo bocciolo di idea divenne un documentario. Pensavo veramente che la storia ne avrebbe guadagnato, se narrata sotto forma di documentario. E fu assolutamente fantastico disegnare il tutto! Mentre lavoravo al libro, mi sentivo proprio come un regista. Non mi sono mai divertito tanto, lavorando a un progetto. Presto, comunque, questa piccola intuizione deflagrò in qualcosa di molto più complesso! Non soltanto avevo dato al libro una forma intrigante, ma stavo anche iniziando a immettere nella mia storia cospirazioni e depistaggi sull'assassinio di Kennedy, il Sasquatch e la morte di Marilyn Monroe!


Qualcuno, qui in Italia, ha detto che "Quattro Dita è l'equivalente disneyano di quello che Watchmen rappresenta per i supereroi". Sei d'accordo?

R: WOW! E' uno dei paragoni più lusinghieri che abbia mai sentito! Mi piacerebbe incontrare quel "qualcuno" e ringraziarlo di persona. E' la prima volta che sento una cosa del genere ma penso di poter essere d'accordo. Perché no? E' un complimento fantastico, è l'analogia è paragonabile. Penso che entrambe le opere abbiano lo stesso "sentimento". Una sorta di atmosfera malsana, scura, viscerale. Mi piace! Devo conoscere il nome di questa persona, in modo da poterla citare correttamente.
E a proposito di connessioni con Watchmen... Qualche anno fa Gary Spencer Milidge (l'autore di Strangehaven, in Italia per la Black Velvet, ndr) mi chiese di contribuire al suo libro-tributo Alan Moore: Ritratto di uno straordinario gentleman (co-curato da smoky man, pubblicato in Italia sempre da Black Velvet, ndr). Io ne fui lusingato e naturalmente accettai. E così feci questo fumetto di tre pagine che aveva come protagonista uno dei personaggi di The 3 Geeks, Allen George, che, come mi aveva fatto notare un fan qualche anno prima, era del tutto identico a Seymour, il personaggio di Watchmen. Così ho scritto una storia ala Quattro Dita, come se fosse un documentario. Pensai che potevo divertirmi col fatto che i due personaggi si assomigliavano, e così creai questo "attore" chiamato Gil Lenderthol, che aveva interpretato sia Seymour in Watchmen che Allen George nel mio fumetto (oltre ad aver ricoperto altri piccoli ruoli in telefilm come Star Trek). Feci raccontare a Gil una storiella su un retroscena di Watchmen, cioè di come ebbe la parte soltanto grazie a uno scandalo sessuale che anni prima lui e Alan Moore (?) avevano condiviso insieme ad alcune ragazze e a delle saponette da gabinetto molto acide. Nella storia portavo i lettori a credere che fosse Alan Moore la persona implicata nello scandalo, ma alla fine dell'intervista di Gil viene rivelato che, con sua grande sorpresa, il libro tributo è su Alan Moore e non su Dave Gibbons! E' stato Gibbons (o Gibby, come lo chiama Gil) ad avere l'incauto incidente con la saponetta. Mandai le tre pagine con qualche esitazione, temendo di offendere qualcuno. Era una storia divertente, ma un po' particolare, per cui ero un po' preoccupato. Quando Gary mi disse che sia Alan che Dave l'avevano trovata divertentissima, fui incredibilmente sollevato... e, ovviamente, molto orgoglioso.


Dai soggetti delle tue opere si evince come tu sia un grande appassionato di cultura pop, specialmente di personaggi iconici e carismatici (Topolino in Quattro Dita, Elvis in The King, Babbo Natale in The List). Lo sei davvero?

R: Mi piace molto avere a che fare con i personaggi mitici della cultura popolare, distorcelri, rigirarli e osservarli da una prospettiva differente, certo! E' la familiarità che i lettori hanno già con queste figure, che fa sì che tutto funzioni. Ho scoperto che la cosa mi piace, ed è gradita anche da altri. Il principio cardine, primo e più importante, è di disegnare quello che piace a te, ed è quello che faccio io. Racconto le storie che a me piacciono... e poi non mi resta che pregare che piacciano anche ad altra gente, là fuori. Finora, non ho avuto problemi.

Il tuo prossimo fumetto tratterà un argomento simile?

R:
Il prossimo libro in uscita per Top Shelf si chiama BB Wolf & The Three L.P.s e... Sì! E' una riscrittura della classica I tre porcellini e il lupo cattivo. Questa volta la storia non è mia, comunque. Mi occupo soltanto dei disegni. Lo sceneggiatore è un esordiente, J.D. Arnold. Mi contattò tempo fa proponendomi di illustrare la sua storia. Ero riluttante, finché non lessi il suo soggetto. Rimasi molto impressionato e accettai il lavoro. Il libro è fantastico, e arriverà nelle librerie intorno alla primavera/estate del prossimo anno.
Dopo di questo... ancora non so. Ho un sacco di nuove idee, devo solo trovare quella giusta per l'editore giusto e mettermi al lavoro! Alcune idee, comunque, hanno ancora a che fare con delle icone pop... una riguarda un tizio abbastanza conosciuto, di nome Gesù. Penso che un po' di gente, là fuori, possa aver presente la sua opera.

Quali sono i tuoi fumetti e i tuoi artisti preferiti?

R: Una domanda difficile, dato che sono così tanti! All'inizio, quando ero un ragazzino, sono stato influenzato da molti artisti Marvel e DC come John Byrne, John Buscema e Jack Kirby. John Byrne diventò il mio favorito! Il suo lavoro su Uncanny X-Men mi stese letteralmente. A quel punto scoprii il suo predecessore: Neal Adams, e fu spazzato via! Collezionai velocemente tutti i fumetti dove Adams aveva lavorato, e rimasi stupito di quale talento avesse.
Da allora la lista è cresciuta e cresciuta, e, ovviamente, quando sono diventato adulto ho capito che, per realizzare una grande graphic novel o un singolo albo, la scrittura è egualmente, se non di più, importante rispetto ai disegni. Ecco quindi alcuni dei miei artisti preferiti, scelti tra disegnatori, sceneggiatori o artisti completi: Guy Davis, Chester Brown, Joe Matt, Alex Robinson, Michel Rabagliati, Alex Ross, Dan Brereton, Mark Millar, Brian Michael Bendis, Ed Brubaker, Dan Clowes, Seth, James Sturm, Dave Cooper, Grant Morrison, James Robinson, Warren Ellis, Neil Gaiman, Mike Mignola, Jean Paul Leon, Tommy Lee Edwards, Kurt Busiek, Peter David e la lista va avanti per un bel po'... Troppi per ricordarli tutti!
Alcuni titoli? Attualmente mi piace Captain America, ma colleziono da sempre The Avengers e Fantastic Four. Ho iniziato a leggere da bambino soprattutto titoli Marvel, e continuo a seguirli tutt'ora. Ma anche molti DC... Oggigiorno seguo soprattutto gli scrittori. Se amo uno scrittore, lo seguo da una serie ad un'altra. Dovrei anche dire che tutti i libri prodotti da Drawn & Quarterly o Top Shelf sono in cima alla mia lista! Questi due editori producono le migliori graphic novel disponibili sul mercato.

C'è qualcosa che non ti abbiamo chiesto, ma che vuoi dirci lo stesso?

R: Beh, a parte che sono bellissimo, talentuoso, generoso, divertente e, ovviamente, umile? No, credo di no. Ma vorrei aggiungere che lavoro nell'industria del fumetto da ormai 15 anni, e spero di restarci per tutto il resto della mia vita. Lavoro molto duramente per migliorarmi, e spero che questo si veda, sul prodotto finito. Apprezzo molto i miei lettori e non li do mai per scontati. Quindi, grazie a voi per aver acquistato il mio lavoro e per avermi supportato nel corso di questi 15 anni!

martedì 30 settembre 2008

Rassegna Stampa ProGlo: settembre 2008

I post con l'etichetta "rassegna stampa" segnalano periodicamente recensioni e articoli riguardanti i libri ProGlo Edizioni. Tutti i libri ProGlo segnalati sono disponibili presso le migliori fumetterie e librerie, e sono acquistabili online all'indirizzo http://www.progloedizioni.com.


Questo settembre abbastanza interlocutorio (nessun nuovo libro ProGlo in uscita) ci ha però offerto una nuova recensione di uno dei nostri primi titoli, Longshot Comics di Shane Simmons, e una dell'ultimo libro ProGlo in ordine di tempo: Quattro Dita di Rich Koslowski.

martedì 23 settembre 2008

Anteprima: Quattro Dita

Sul blog di Prospettiva Globale offriremo, di volta in volta, anticipazioni ed assaggi dei nostri volumi già editi o ancora da pubblicare. Un modo veloce e immediato per farvi toccare con mano la qualità delle nostre proposte.

Dal link sottostante è possibile leggere le prime 27 pagine dell'ultimo volume edito da ProGlo Edizioni: Quattro Dita, di Rich Koslowski.


Catalogo ProGlo: Quattro Dita

I post con l'etichetta "catalogo" presentano i libri pubblicati da Prospettiva Globale sotto il marchio "ProGlo Edizioni". I libri ProGlo sono disponibili presso le migliori fumetterie e librerie, e sono acquistabili online all'indirizzo http://www.progloedizioni.com.

Quattro Dita
di Rich Koslowski


Vincitore dell’IGNATZ AWARD 2003

–Miglior Graphic Novel

Quattro Dita è ciò che si sarebbe ottenuto se Oliver Stone avesse girato “Chi ha incastrato Roger Rabbit”.
-Warren Ellis

Prospettiva Globale è orgogliosa di presentare l’edizione italiana di una delle graphic novel più originali e innovative dell’ultimo decennio: Quattro Dita di Rich Koslowski.

Quattro Dita ripercorre la vita di Dizzy Walters, indiscusso genio dell’animazione americana, attraverso mezzo secolo di storia Hollywoodiana. Ma Quattro Dita è anche la storia vera della vita di un topo di nome Rickey Rat, un tempo fulgidissima star del cinema animato, adesso vecchio e alcolizzato cartone che blatera di strane storie e ancor più strani complotti…


Quattro Dita si presenta nella forma (del tutto inedita per un fumetto) di falso documentario (o mockumentary, come si dice in inglese), innestandosi sulla via già tracciata da capolavori cinematrografici come Zelig e This is Spinal Tap. Koslowski rielabora il genere del mockumentary per il medium fumetto, inserendo interviste esclusive, fotografie d’annata, eventi e personaggi che hanno fatto la storia del cinema e degli Stati Uniti: l'operazione di mimetizzazione è talmente ben riuscita che sembra di assistere a una puntata di Behind the music, lo show televisivo a cui l'autore si è ispirato, ambientata in un universo parallelo.

Il punto di vista che sottostà all'opera è, se non inedito, del tutto non convenzionale: Koslowski immagina che i cartoon siano dotati vita propria nell’America degli anni ’50 e ‘60, e racconta di una comunità ghettizzata che tanto ricorda quella afroamericana: un tema già suggerito in opere come Chi ha incastrato Roger Rabbit, ma qui reso con tutta la crudezza e il cinismo idonee a un’opera che pretende di raccontare una realtà, seppur fittizia (ma neanche tanto, se si pensa alla fonte d'ispirazione di un gran numero dei primi personaggi dei cartoons. Questi ultimi derivavano, in effetti, da una visione stereotipata delle minoranze etniche, tipica anche delle riviste di vaudeville).

Una graphic novel che riallaccia fili e temi della storia sommersa d’America (come la caccia alle streghe, i Kennedy e l’interazione razziale) e tesse un unico grande affresco al cui c’entro c’è lui, il topo più importante di Hollywood. Quattro Dita racconta di pettegolezzi e Storia, passioni e vizi, successi e fallimenti, che si stringono, come cerchi concentrici, verso la madre di tutte le teorie del complotto.

Anche dal punto di vista del linguaggio l'opera offre degli spunti d'interesse, non solo per la componente sperimentale offerta dalla particolare struttura del lavoro, ma anche dal modo in cui questa struttura viene esplicitata. Ci troviamo davanti a due modulazioni diverse del linguaggio che interagiscono: le sequenze ambientate nel passato narrativo, che presentano materiale d'archivio raccontato in voce off, vengono rese tramite l'uso di fotografie e collage, con una struttura libera della pagina e testo che si sovrappone alle immagini, laddove le sequenze che illustrano il presente narrativo, le interviste, sono completamente disegnate, con tavole prevalentemente in griglia fissa di due righe (metodo che rende alla perfezione il tempo televisivo dell'intervista), griglia che occasionalmente, in alcuni momenti di maggior tensione drammatica, viene scardinata. I due metodi interagiscono a meraviglia, imprimendo un senso di movimento a un'opera che altrimenti sarebbe apparsa ingessata.


Quattro Dita
deve certamente buona parte del suo primo impatto al ben posizionato twist della trama, di stampo cospirazionista, che avviene nella prima parte del volume, ma è anche un'opera che, alla rilettura, offre una serie di spunti di riflessione non banali non solo sui retroscena dell'industria dello spettacolo, ma anche sul rapporto fra fruitori e personaggi di fantasia.

L'autore
Nel campo dell’animazione e del fumetto fin dal 1990, Rich Koslowski ha esordito come inchiostratore per la Archie Comics, ritagliandosi nel corso del tempo sempre più spazio per i progetti personali e le sperimentazioni sul fumetto e sul racconto illustrato. Koslowski balza agli onori della critica nel 1996 con la serie autoprodotta The 3 Geeks, che racconta della vita semiseria di tre nerd appassionati di fumetti. Nel corso degli anni The 3 Geeks raccoglie tre nomination agli Eisner Awards, che permettono a Koslowski di strappare un contratto alla casa editrice indipendente Top Shelf, con cui pubblica, nel 2002, Quattro Dita, primo (e finora unico) suo lavoro a star per essere pubblicato in Italia. Quattro Dita vince l’Ignatz Award (il premio più prestigioso per i fumetti indipendenti) come miglior graphic novel del 2003, battendo la concorrenza di opere blasonate come Il Grande Male di David B. (Coconino) e Frank di Jim Woodring (Free Books). Successivamente a Quattro Dita pubblica The King, dove mescola religione ed Elvis Presley, e il racconto illustrato The List, sulla vera vita di Babbo Natale. Entrambi i libri sono inediti in Italia.


Rassegna stampa